Grande successo mostra sui mercati Albergo delle Povere Palermo

Arte e cultura per riscoprire i mercati storici e sensibilizzare le istituzioni ad azioni incisive per preservarli come elemento identitario della Sicilia. Importante evento al Real Albergo delle Povere a Palermo il prossimo martedì 4 luglio a partire dalle 17 con la presenza, tra gli altri, dell'assessore regionale Beni Culturali e dell'Identità siciliana Carlo Vermiglio. Noti studiosi in un dibattito discuteranno degli aspetti social ed etno antropologici  dei mercati che saranno anche al centro di una splendida mostra di quadri multisensoriale del maestro Dimitri Salonia dal titolo "I mercati storici. Valori e tradizioni della Sicilia nel mondo" e dello show cooking dello chef Giuseppe Giuffrè

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Una viaggio tra storia e alle tradizioni della Sicilia attraverso il cibo, la cultura e l’Arte. E’ questo l’intento dell'Assessorato regionale Beni Culturali e dell'Identità siciliana che insieme al Polo Regionale Museale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo e alla Fondazione Salonia di Messina ha organizzato per il prossimo 4 luglio al Real Albergo delle Povere a partire dalle 17 un evento culturale importante per sottolineare il ruolo fondamentale  dei mercati storici siciliani nella società siciliana, dalla Vucciria, a Ballarò, al Capo di Palermo, a Fera 'o Luni e la Piscaria di Catania fino ai mercati Zaera e Vascone di Messina, evidenziando come questi luoghi storici, nati anche da tradizioni arabe o angioine, stiano per essere cancellati dalla memoria collettiva. L’evento, intende sensibilizzare le istituzioni del territorio per la riqualificazione dei mercati storici siciliani, da rivalutare sia sotto il profilo sociale ed etnoantropologico, sia per il forte richiamo turistico grazie alla loro forte caratterizzazione e dimensione simbolica. Al centro dell'evento la mostra "I mercati storici. Valori e tradizioni della Sicilia nel mondo" del maestro Dimitri Salonia, con un allestimento multisensoriale perchè oltre ad ammirare le opere del maestro si potranno vedere e ascoltare i  filmati multimediali che racconteranno la storia dei mercati siciliani e la possibilità di toccare, assaggiare e percepire i profumi di un piatto inedito sul cibo della tradizione siciliana preparato in uno show cooking dal noto chef Peppe Giuffrè. “In un epoca in cui si tende a salvaguardare il patrimonio immateriale – dichiara Valeria Patrizia Li Vigni, Direttrice del Polo Museale -, i suoni, le voci i rituali legati al saper descrivere i propri beni, è importante focalizzare l'attenzione sui mercati e la mostra del maestro Dimitri Salonia, che il Museo Riso ospita nei locali del Real Albergo delle Povere, ci invita ad una profonda riflessione su questi luoghi che, nel corso dei secoli, hanno subito profonde mutazioni dovute allo sviluppo dei processi produttivi e alle stratificazioni sociali. Luoghi dove si scambiano beni ma anche usi, costumi, parole gesti, in pratica la nostra cultura”. L'evento prenderà il via alle 17 alla presenza dell'Assessore regionale Beni Culturali e dell'Identità Siciliana Carlo Vermiglio che ha voluto fortemente la kermesse  e  spiega: "Se esiste un luogo che più di altri racconta il legame di Palermo e della Sicilia con il tessuto culturale e sociale del Mediterraneo, questo è il mercato: spazio di rappresentazione di antichi mestieri e tradizioni culinarie, saperi e vocazioni economiche. Centri pulsanti della vita cittadina, oggi i mercati storici, complice anche la diffusa globalizzazione commerciale, rischiano l’estinzione, travolti da crisi economiche e dall’abbandono dei centri storici, sebbene riescano a trattenere tenacemente un patrimonio identitario nel quale ancora ci riconosciamo, trovando in esso inaspettate assonanze e sensibilità comuni ". Subito dopo il saluto di Vermiglio Integra il progetto un seminario sul legame identitario che esiste tra i mercati e la Sicilia e sulla loro trasformazione in relazione ai cambiamenti socio culturali.  Interverranno: Sergio Bonanzinga, docente di Etnomusicologia (Università di Palermo); Ignazio Buttitta docente di Storia delle tradizioni popolari (Università di Palermo);  Daria Settineri, dottore di ricerca in Etnoantropologia (Università di Palermo); Orietta Sorgi, dirigente del Centro regionale per l'Inventario, la Catalogazione e la Documentazione della Sicilia; Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo.  Alle 18 sarà inaugurata la mostra di Dimitri Salonia, artista conosciuto in ambito internazionale, che da oltre 50 anni, riporta nelle sue opere, il contesto sociale e le usanze dei mercati siciliani e del cibo di strada. Salonia, dopo il successo di una mostra ad Expo proprio sui mercati, sta continuando nella sua azione sociale che vuole contrapporre "alle volontà virtuali o  alle false tendenze, i valori formanti della nostra civiltà mediterranea". "La perdita di questi valori - spiega Salonia - la causa del depauperamento del senso di identità e di appartenenza. E visto che ogni giorno in Sicilia, si concludono esperienze significative come  quelle dei mercati e  si perde l’occasione di preservare gli elementi identitari dei luoghi, facendosi trascinare in un caos  globale. Ho quindi deciso  d ribellarmi ribellarsi alla “dittatura” culturale imposta dalle strategie di marketing mondiale e insieme alla Fondazione Salonia partendo proprio da Palermo volgiamo portare con questa mostra in tutto il mondo le tradizioni siciliane conservando alcuni dei nostri valori e facendoli conoscere nel mondo con un’adeguata promozione. Salonia parlando delle sue opere accenna poi anche alla funzione dei mercati come "luogo da preservare rispetto alla modernità del non luogo, come  un centro commerciale. Per evitare quindi, che questi elementi fondamentali della nostra tradizione si estinguano del tutto e recuperare, attraverso il turismo questi posti".

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Comunicato stampa

Molto apprezzata al Real Albergo delle Povere la mostra di quadri del maestro Dimitri Salonia e coinvolgente anche lo show cooking dello chef Giuseppe Giuffrè durante l'evento culturale sul ruolo dei mercati siciliani. Interessante anche il convegno sulla funzione  sociale ed etno antropologica dei mercati siciliani. L'Assessore regionale Beni Culturali e dell'Identità Siciliana Vermiglio ha sottolineato come "l'arte con la sua forza evocativa possa proiettare in modo evidente la ricchezza delle nostre tradizioni più vitali come i mercati".

 "La mostra curata dalla Fondazione Salonia, allestita nella sede espositiva regionale del Real Albergo delle Povere di Palermo ha acceso i riflettori su questo universo dei mercati, perché l’arte con la sua forza evocativa proietta nel presente, nell’ottica di una rinascita, la ricchezza delle nostre tradizioni più vitali". A dirlo l'assessore regionale Beni Culturali e dell'identità Siciliana Carlo Vermiglio inaugurando un evento culturale sui mercati siciliani al Real Albergo delle Povere a Palermo  e in particolare,  la mostra I mercati storici. Valori e tradizioni della Sicilia nel mondo del noto artista Dimitri Salonia. "Dai mercati siciliani - prosegue Vermiglio - trae ispirazione l’artista messinese Dimitri Salonia che, con espressioni cromatiche forti e contrastate, interpreta e fa rivivere nelle sue opere i più noti mercati popolari siciliani, anime autentiche di questa Isola da sempre aperta al transito e al dialogo tra le due sponde del Mare comune". Soddisfatta per l'alto profilo culturale della kermesse anche la direttrice del Polo Regionale Museale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo l'antropologa Valeria Patrizia Li Vigni che insieme all'Assessorato regionale Beni culturali e dell'identità siciliana e alla Fondazione Salonia ha organizzato l'evento. "Nei mercati - spiega i Vigni - al di là dell’oggetto che viene venduto diviene sempre più importante il patrimonio immateriale che si trasmette attraverso la frequentazione dei luoghi dove i venditori si assembrano alla ricerca di accentrare un pubblico sempre più vasto. Nel tentativo di documentare ciò che rimane del mercato, che  sempre più perde la sua identità, lo abbiamo voluto analizzare attraverso gli studi realizzati dal Centro regionale per l’inventario e la catalogazione, che ha documentato, con la guida di Orietta Sorgi, e abbiamo approfondito l’argomento avvalendoci della collaborazione di Ignazio Buttitta e altri eminenti studiosi che hanno esaminato il tema. Infine la performance dello show cooking dello chef Peppe Giuffre ci ha mostrato il cibo del mercato, il cibo a chilometro zero e la sua preparazione con l’obiettivo di scongiurare la perdita della memoria dei nostri mercati storici siciliani che oggi assumono diverse connotazioni ma che testimoniano una costante evoluzione dettata da una continua integrazione culturale. I mercati oggi si arricchiscono di nuovi prodotti e si rivolgono ad una popolazione interculturale, testimonianza di una Sicilia che conferma il suo sviluppo nell’ottica dell’accoglienza e della integrazione sociale e culturale". Molto apprezzata la mostra del maestro Salonia  che è riuscito ad interpretare con le sue opere l’anima popolare, e quel complesso di sentimenti su cui si fonda l’essere comunità. I mercati erano difatti per lui, come per la gran parte dei siciliani,  "posti per incontrarsi e scambiare  esperienze". Diventando poi anche campo di osservazione, motivo di riflessione, spunto di analisi. Partendo dalla tradizione di noti rappresentanti della Cultura siciliana, da Bufalino a Guttuso, Dimitri Salonia ha reinterpretato i mercati, rendendoli vivi con il colore, facendoli diventare un brand urbano che racchiude in sè tradizione e innovazione. I mercati siciliani più famosi da Ballarò alla Vucciria, sono descritti perché è in quel contesto che secondo l’artista “la socializzazione, le grida, gli sguardi, la gestualità, assumono significati particolari”. “Tra quelle rovine – spiega Salonia - ti sembra ancora di sentire i passi lenti o affrettati della gente sulle balate  bagnate dalla pioggia e dagli spruzzi, e anche la voce dei banditori di frutta e verdura, un triste canto di banniata, disperato e solo, come su un palcoscenico vuoto, o un cumulo di rovine dopo un terremoto. E ascolti attonito questo concerto, soffiato dalle canne mozzate di un organo senza tempo, né corde, né tasti, nato in un luogo scordato dal tempo e dalla memoria”.