Marefestival 2016

Comunicati

Marefestival: Mostra di Dimitri Salonia e della Scuola coloristica sui Colori delle Eolie e film di denuncia di Eros Salonia

Pollara Salina Dimitri Salonia - Copia

Grande ritorno a Salina del maestro Dimitri Salonia e della scuola Coloristica Siciliana,  che  dopo il successo dello scorso anno con la presentazione ad Expo e al Marefestival delle opere sui “mercati siciliani”, sarà  di nuovo alla kermesse isolana con una mostra sulle Eolie dal titolo“I colori delle isole, i miti e i pirati“. Salonia,  pittore messinese di fama internazionale, insieme alle artiste Lidia Monachino e Tanja Di Pietro, presenterà  l’esposizione il prossimo 21 luglio alle 19 all’Hotel Ravesi di Malfa e Salina. Con pennellate magistrali, gli artisti faranno rivivere l’anima delle isole, resa vivida dai colori accesi tipici della natura incontaminata delle Eolie. Nei quadri, che resteranno esposti dal 19 al 24 luglio, si esalteranno dei colori diversi per ogni isola. Ci sarà quindi il giallo predominante delle ginestre e dello zolfo di Vulcano, il nero della sabbia  e il rosso della lava della Sciara del Fuoco a Stromboli, il bianco come le pomici di Lipari e l’azzurro del mare all’interno delle grotte a Filicudi. Ma anche il verde di  Salina e l’arancione dei fichi d’india di Alicudi. Nei quadri scorci magnifici, tramonti,  ma anche i miti come Eolo, e le leggende sui pirati dell’isola.

Dimitri Salonia nel suo bellissimo quadro su Pollara a Salina descrive anche il simbolo della grotta, come  rifugio sicuro contro gli assalti dei pirati e del mare sottolineando: “Quell’antro che ti avvolge, ti comprime e ti sputa verso l’abisso. Spruzzi di maree spinte da correnti lontane, che avvolgono le sabbie e le reti. Le fauci della grotta che ingoiano le barche”.  Poi esalta l’isola: “E poi la luce e i colori del mare, delle spiagge, delle rocce, delle piante  e dei fiori, che fluiscono nelle vene globali delle nostre timide vite. Tutto questo scorre tra le pieghe della mia memoria. Salina è stata la mia delizia e il mio tormento”. Salonia descrive poi con i colori anche le altre isole: “Voglio ricordare soltanto il sole rosso che si tuffa nell’immenso azzurro, o si nasconde dietro l’isola di Filicudi, sdraiata sul mare,  nella sua apparenza di donna incinta. E la ginestra selvatica e la spinosa pianta di Cristo,  che esplodono, nel verde della macchia, in fiori gialli splendenti. I mille colori della roccia, alla valle di Muria, dal bianco calcareo, al giallo e al verde dello zolfo, alla ruggine del ferro, al rosso cinabro e all’arancione, al marrone e al nero dell’ossidiana, al grigio asfittico o splendente della pozzolana, e anche il viola, l’azzurro, il celeste e il ciclamino, e tante, tante sfumature diverse, che mutano accarezzate dalla luce dei raggi solari, o della luna. Quelle rocce che si inerpicano sul monte  o si tuffano tra le limpide acque del Tirreno.  Lontano, immoto, l’azzurro orizzonte, bluetto e scuro sotto la volta cerulea, o grigia di lampi e di tempesta. La pioggia che batte su quelle rocce disegna pennellate, lucide e iridescenti, di indaco e di bruno, dipinte dalle mani segrete di ignoti artisti, forse mai nati“.

Sempre il 21 luglio, alle 23 nella piazza di Malfa, la Fondazione Salonia presenta “Bruno e il mare“, un film di denuncia e riflessione, che ha già conquistato Parigi e il resto della Francia. La pellicola è stato apprezzata al centro culturale Internazionale presieduto da Christiane Peugeot, in occasione del XIII Meeting Del Atelier Du Non Faire. Il film del regista messinese Eros Salonia, noto in tutta Europa,  è stato girato tra Messina e le isole Eolie, e il protagonista, così come altri attori, è un paziente di un centro psichiatrico.  Il film è stato selezionato dalla prestigiosa Agence du court métrage ed è stato proiettato all’Atelier Z, a Parigi. “Nel film – spiega Eros Salonia il protagonista Bruno viene truffato da alcuni politici che lo accusano di aver rubato un quadro, che in realtà non esiste e gli impongono di ripagarlo, ma lui saprà riscattarsi e vendicarsi. Il mediometraggio è nato in collaborazione con il Centro d’arte e terapia Camelot di Messina. Il suo direttore, Matteo Allone ha voluto difatti, tentare l’esperienza unica di rendere protagonista assoluto, un ospite del centro, Bruno Pulicicchio, che la telecamera ha colto nella sua ricchezza umana, scoprendo in lui un  professionista senza confronti, capace di trovare una dimensione creativa che non potrà non commuovere chi guarda l’arte con onestà. Bruno e il mare trasporta, nella sua enorme cornice vuota, lo spettatore in un’atmosfera surreale, percorrendo allo stesso tempo, il cinema italiano e francese dell’ultimo quarantennio.  Bruno non è un uomo da compatire, ma rappresenta il cammino di noi tutti. Diventa l’uomo che vede aldilà delle forme imposte. La trasformazione finale di Bruno e della sua compagna in pesci, testimoniano il silenzio dell’uomo di fronte alla natura, evidenziando che le porte dell’animo sono aperte solamente a chi di chi ha il coraggio di ascoltare”.”Ho voluto realizzare questo film – spiega Salonia – perchè ritengo sia importante raccontare storie di denuncia sociale, e i risultati ottenuti non potrebbero essere conseguiti con «semplici» professionisti,  il cui desiderio di una professionale infallibilità rende spesso convenzionali. Nel film inoltre, Bruno e gli altri protagonisti vengono esaltati nel loro talento artistico, non per quello che rappresentano, ma per come fanno emergere i loro personaggi. Vengono ammirati non perchè persone con un disagio, ma come artisti”.

 

Cultura

Grande successo del Maestro Dimitri Salonia e della Scuola Coloristica al Marefestival

salina - autore Dimitri Salonia

     Grande successo al Marefestival di Salina della mostra di Dimitri Salonia e della Scuola coloristica organizzata dalla Fondazione Salonia all’hotel Ravesi su “I colori della Eolie, il mito e i pirati”. Gli ospiti del Marefestival Ezio Greggio, Mariagrazia Cucinotta, Enzo Decaro e Massimo Dapporto hanno ammirato i colori delle splendide opere. Molto applaudito anche il film Bruno e il mare del regista Eros Salonia.

Ezio Greggio, Mariagrazia Cucinotta, Enzo Decaro e Massimo Dapporto, sono rimasti incanglia rtisti della scuola coloristica con enzode Carotati davanti Salonia al marefestivalalla mostra del maestro Dimitri Salonia e della Scuola Coloristica Siciliana, esposta all’hotel Ravesi a Malfa a Salina durante il Marefestival.

L’esposizione, organizzata dalla Fondazione Salonia dal titolo “I colori delle isole, i miti e i pirati”, realizzata oltre che da Salonia, pittore messinese di fama internazionale, anche dalle artiste Lidia Monachino e Tanja Di Pietro, ha conquistato gli ospiti del Marefestival che ne hanno ammirato i colori e le trasparenze. Nei quadri, rimasti esposti fino al 24 luglio, sono emerse le bellezze e le contraddizioni delle Eolie come spiega lo stesso Salonia: “abbiamo esaltato il giallo ‘sporco’ del friabile tufo, inconsistente e precario, ma tanto morbido e docile allo scalpello del tempo, del vento e della pioggia; il verde della macchia mediterranea e del mare nelle rare giornate di calma; il bruno e il grigio della roccia e della pietra, in precipiti e ripidi declivi; il rosso del tramonto, dall’antico semaforo di avvistamento, in antichi tempi di guerra; l’azzurro del cielo nelle belle giornate d’inverno; il bianco delle facciate di calce viva sempre più rare, sempre più colorate e lisce, sempre più spigolose; il nero degli umori e della solitudine”.

Le opere del Maestro Dimitri Salonia hanno svelato un’alchimia di emozioni forti e contrastanti che pemettono di entrare in un universo parallelo: quello del colore. Un universo che rifiuta le definizioni, le etichette, i formalismi, ma che più di ogni altro sa esprimtanja di pietro al marefestivalere sensazioni estreme. L’irrazionalità soffoca la razionalità, non eludendola, ma rendendola palese e non più costretta e impigliata in forme predefinite e già consacrate, ma esasperata, irrituale, deviata, tuttavia vera. L’uso dei colori seduce e avvolge nella pittura, che dietro le trasparenze, al di là di un primo impatto, cela immagini di vita. E così si possono scoprire elementi, che pur non essendo in primo piano sono danno il senso alla composizione dell’insieme. Sono loro che segnano, nell’immaginario collettivo, il confine principale tra il nulla e il tutto; sono loro che aprono, nel cassetto della memoria, sensazioni estreme.

Le trasparenze servono a scandire le note e i contorni degli oggetti; la realtà e la sensazione della realtà. Neros salonia (1)ella sua ricerca continua di qualcosa che esprima il tutto in una emozione Salonia confonde la vista; con una lente caleidoscopica mostra immagini nascoste, che non sono per tutti uguali. Rifiuta l’immagine di archetipi della realtà, ne crea una sualidia monachinopersonale e unica, onirica, ma vera; per questo motivo, pur non disegnandola, la rappresenta e la coglie, perché esprime sempre la sua inconfondibile anima d’artista”. Gradi apprezzamenti anche per il film Bruno e il mare del regista Eros Salonia che ha rimarcato: Bruno e il mare è il mio primo film. Sono molto legato alla sua storia e alla facilità con cui è stato girato. È un messaggio di autonomia. Bruno agisce aldilà delle scelte politiche. Questo film invita ad agire senza attendere che qualcuno lo faccia al posto nostro, né la politica né la religione. L’uomo può e deve essere una creatura felice senza domandare l’aiuto degli altri”.