Opere Religiose

Nel Dicembre 1992 sono stati presentati e benedetti due dipinti del pittore

Dimitri Salonia:

la Moltiplicazione dei pani e dei pesci eL’Ultima Cena, dono di Padre Majorana alla Chiesa di S. Luigi in Messina.
Il pittore Santi Contrusceri, apprezzandole dodici tavole a pastello realizzateda Dimitri per il libro Francesco folle di Dio, ha voluto coinvolgerlo in questo progetto. Il dipinto dell’Ultima Cena di Dimitri, rispecchia la sua forte spiritualità, il suo sentire sociale, il suo bisogno di appartenere alle masse: perciò non crea un cenacolo selettivo ma inserisce moltitudini indistinte di gente, i reietti che Gesù amava.

Nel Cenacolo di Leonardo, i dodici apostoli sono incorniciati in architetture cinquecentesche e si pone in risalto l’armonia delle forme; nell’Ultima Cena del
Tintoretto, l’incontro, ambientato in una locanda dove servi e animali partecipano all’evento, è caratterizzato dalla luce che dalle aureole del Cristo e degli apostoli
si diffonde, illuminando la scena.

In questa sua opera Dimitri tira fuori la luce dalle nere tenebre e in uno dei fuochi del dipinto pone la figura del Cristo,creata con bianchi potenti, da cui scaturisce
la forza splendente, l’energia pura che irradia e illumina l’umanità tutta che, cibandosi della carne del Figlio, si nutre ed è parte del Divino Amore.

Il pittore americano William Congdon osserva: Il suo segno è immediato, di un’immediatezza che non tradisce improvvisazione o nervosismo, quanto invece capacità realizzatrice che attinge a una realtà spirituale sentita e tanto posseduta da potersi esprimere con efficace gestualità. Nel momento creativo cade ogni controllo della ragione e l’artista impressiona la superficie da dipingere come fosse pellicola fotografica,cogliendo dell’immagine l’attimo. È questa immediatezza che salva l’integrità
dell’opera, il patrimonio che l’autore vuole trasmettere: il valore e l’universalità della Chiesa.

Attorno al Cristo, infatti, si agita una confusa folla di diseredati, uomini di tutti i tempi, reali e immaginari, santi e peccatori, luminose schiere di angeli e ombre di demoni e, inoltre, l’impianto scenografico non ha confini, perché questa folla vive ancora oltre i margini del quadro e nella nostra immaginazione, come se noi stessi fossimo parte dell’opera che si allarga a dismisura coinvolgendoci nel Mistero Eucaristico, dove il pane e il vino si trasformano in corpo e sangue di Cristo.

Io vi dico che mai più non berrò del succo della vite fino a quel giorno. Quel volto scarno, che troviamo nella sua Moltiplicazione dei pani e dei pesci è quello di un
Cristo munifico in cima a una montagna di corpi fatti di carne vera che sa di sudore e sofferenza, un Cristo muto, silenzioso e triste di una tristezza profonda.

A Lui, che il futuro è presente, quei fratelli affamati e raccolti ai Suoi piedi, ricordano l’ineluttabile destinodell’uomo, sempre alla ricerca di ciboper soddisfare lo stomaco e dimenticodella sazietà che viene dalle parole del Verbo.

Gesù sa che neanche il Suo sacrificio, la Sua crocifissione e morte sveglieranno il suo popolo dal torpore della carne. Tradito dai discepoli per cupidigia o per paura, solo il sudario avvolgerà le sue carni martoriate dal flagellum romano, dalla corona di spine, dall’asta nel costato,dai chiodi ficcati nelle mani e nei piedi, dall’indifferenza degli uomini.

E quel volto nella Riproduzione della Sacra Sindone, consapevole dell’immutabilità dell’uomo, è emaciato, sofferente e rassegnato.

La sindone Il volto dolore. Nonostante la bellezza oggettiva del Figlio di Dio, ho voluto osservare quell’immaginetra le scariche di un cervelloelettronico e tutto è diventato trasfigurazione, miracolo. La speranza sorge come luce vivida, palpabile dalla terra, dalle profondità dell’animo umano e quel viso straziato si rasserena e questa nuova dolcezza di Gesù ci rassicura, ci avvolge, ci protegge.

Cristo è già purissimo spirito, anche con tutto il dolore della sua carne e il suo sguardo, che abbraccia l’infinito, ritorna verso i suoi fratelli: c’è veramente la misura dell’immenso, dell’eterno,del divino Amore.