Sindone San Filippo

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A Pasqua ogni anno il venerdì santo per le strade del villaggio di San Filippo a Messina sfila la sacra Sindone realizzata dal Maestro Dimitri Salonia e si ripete quello che i fedeli chiamano miracolo, ma che invece, è un effetto cromatico particolare che fa apparire più vividi i colori del dipinto del corpo di Cristo alla luce del sole. L’artista Dimitri Salonia, ha realizzato 12 anni fa la copia del sudario che avrebbe avvolto il Cristo crocefisso e che è attualmente custodita nella chiesa di San Filippo Superiore a Messina.

Con la realizzazione della Sindone, il genio artistico di Salonia ha raggiunto la massima maturità. Il dipinto composto su una tela di lino vecchio con pittura acrilica, attraverso tecniche che il Maestro non ha voluto svelare, diventa più acceso durante la processione simboleggiando così la sofferenza di Cristo. Il complicato lavoro per riuscire a definire questo capolavoro è descritto dallo stesso Salonia che ricorda: “A San Filippo avevano l’abitudine di portare in processione, il venerdì santo, vari oggetti che simboleggiavano la passione di Cristo. Mancava la Sindone e il bravissimo critico d’arte, Pepè Spatari, mi propose di realizzarla. A questo punto ho studiato la vera Sindone conservata a Torino, prendendone in esame le proporzioni e le forme, per farne una riproduzione perfetta. slide0067_image115 Fatto lo schizzo, ho affidato tutto ai colori acrilici, e l’immagine è venuta fuori. Ma era troppo 'dipinta' e non rendeva l’idea, così l’ho cancellata ed è rimasta l’impronta. Era questo che volevo raggiungere. E’ questa la realtà della Sindone: essa rappresenta il corpo e il volto di Cristo, senza raffiguralo, senza alcun immagine fotografata impressa o dipinta, ma nello stesso tempo è la sua trasfigurazione. Non si tratta di una figurazione che possa essere stata impressa in un tempo o in un luogo, ma della trasfigurazione senza tempo dell’effige. La Sindone è l’immagine solarizzata impressa sul lino dell’Energia vitale del corpo di Cristo nel momento Supremo e senza Tempo della Creazione di se stesso".

Anche l’importante critico d’Arte Luigi Tallarico, entusiasta dopo aver visto l'opera di Salonia, spiega: “La Sindone è una figura che non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente per la persistenza dell’immagine nella retina come recita il manifesto tecnico della pittura futuristica. E come a voler confortare quell'affermazione, la copia della sacra Sindone di Dimitri, dipinta e poi cancellata, riappare sul lino dopo alcuni anni di esposizione alla luce, miraggio quasi dell’impronta scomparsa, miracolo per i pellegrini del villaggio di San Filippo e per padre Bontempo, che la porta in processione ogni venerdì santo. E quest’immagine – non immagine, sconvolgente ritratto del Cristo e dell’umanità intera è il volto dei volti fermato nello strazio, nella sofferenza e nella consapevolezza di chi si dà completamente, sapendo di non essere compreso. Se la radice dell’Arte è la realtà mutevole dell’eterno divenire delle cose e mai l’indubbia estatica essenzialità materiale; se l’opera d’Arte ambigua ed effimera, frantuma e spezza lo scorrere quotidiano nell'oggettiva ovvietà, il Cristo, eterno divenire che ha vissuto il reale, ha spezzato il confine tra spirito e materia”.slide0045_image078

Dimitri Salonia, continua dunque, a stupire per la sua innovativa creatività e per la semplicità con la quale rende anche concetti difficili e importanti attraverso un’Arte comprensibile e a volte magica.